Come nasce il logo

Ciao errante!

Per inaugurare il blog voglio raccontarti di quella volta in cui avevo già in testa il nome Errare design in mezzo ad altri, ma ovviamente non avevo assolutamente idea del logo, addirittura pensavo che forse non avrei mai avuto bisogno di un logo.

Detto fatto…

Stavo facendo i miei primissimi esperimenti con gli incastri a coda di rondine con i miei limitati mezzi, ma prima di arrivare a questo risultato (vedi foto), ovviamente come a tanti è capitato, ho tagliato la parte errata e quindi ho capito, ho colto il valore dell’errore, del pensiero, delle giuste valutazioni propedeutiche ad un lavoro che implica la trasformazione in modo irreversibile di una materia prima.

Da quel giorno ho visto solo E maiuscole ed ho iniziato a pensare che il legno mi stesse parlando: che io abbia respirato le stesse essenze di Geppetto quando sentì Pinocchio per la prima volta?

Nel frattempo passano i mesi e realizzo il sito che ora stai navigando e a furia di guardarlo e riguardarlo… ancora qualcosa del logo non mi convince.

Il sito è nato a qbianco, che ho fondato insieme a Serena, graphic designer, compagna di scrivania, collega e nel tempo libero zia dei miei bimbi.

Le ho quindi chiesto come potesse migliorare il logo per perdere un po’ di fredda geometria, ed ecco che sono arrivate le venature.

Per il blog ho modificato la versione senza venature rendendolo un po’ più “hobbista”, ma il logo è questo.

Cosa ho usato

Sega a costa alta

Una sega a mano magari a costa alta in lab ci vuole

Traforo manuale – Bahco 301

Un traforo manuale ben bilanciato. Mi raccomando di avere sempre una scorta di lame di ricambio: si rompono facilmente, ma è nella natura dell'attrezzo

Set di scalpelli

Assolutamente necessari in lab.